Economie asiatiche nel 2023: cosa possiamo aspettarci

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Cosa succede alle tigri ed ai dragoni dell’Asia? Il 2023 sembrava essere iniziato in positivo per le principali borse asiatiche, ma dalla seconda settimana di Gennaio l’ottimismo non è più così scontato.

Quando studiavamo a scuola c’era un vecchio detto “se Sparta piange, Atene non ride” (o viceversa) che si basava sulla storia antica, spiegando che realtà interconnesse quando entrano in conflitto (o potenziale conflitto) ne pagano entrambe le conseguenze.

E così sta succedendo in questo mondo post-pandemia in cui sembra di essere tornati alla guerra fredda, in Ovest ed Est sembrano in conflitto.
L’Europa e gli USA stanno pagando in termini economici e sociali il prezzo di scelte economiche degli ultimi anni. Questo ci farebbe pensare che, in Asia, la situazione sia molto meglio visto che la situazione Ucraina li riguarda da lontano. Quanto è vero?

Un 2022 da dimenticare per tutti

Per quanto riguarda il 2022, il continente asiatico non ha visto performance finanziarie positive. Anche in Giappone, Corea del Sud e Taiwan le aziende tecnologiche hanno visto il crollo del valore che c’è stato in Occidente. Lo stesso problema si è verificato in Cina. In questo caso però il crollo del big tech cinese è stato causato dallo stesso Governo che con l’inasprimento di leggi anti-trust e di trasparenza.

Controtendenza invece è stata l’India che, nel 2022, ha avuto probabilmente le migliori performance finanziarie al mondo. Gli indici BSE Sensex e NSE Nifty 50 (uno degli ETF più usati è DB X-TRACKERS NIFTY 50) hanno registrato un +4.50% nel 2022 (contro i numeri negativi dei principali indici occidentali).

Cosa succederà nel 2023?

Mentre l’India continua con numeri e pronostici positivi, ed entra nel nuovo anno con le aspettative di continuare nella scia del precedente, il 2023 sembrava essere iniziato in positivo anche per le altre borse asiatiche. Le più grandi incertezze provenivano dalla Cina che ha rallentato la sua crescita economica. Infatti, a causa delle strettissime misure anti-covid, la nazione è rimasta bloccata dal 2020 con lockdown e quarantene per milioni di persone.

Proprio il cambiamento di rotta sul Covid, sulle quarantene di massa ed la politica di “0 casi” faceva ben sperare gli investitori dei mercati asiatici che puntavano su un veloce ritorno alla normalità del gigante cinese. Entusiasmo smorzato però con i dati sulle performance dell’economia cinese. Per la prima volta in moltissimo tempo si rivela stagnante, con un PIL che non cresce. A questi problemi si aggiunge un calo demografico, problemi seri nel settore immobiliare, la tensione con Taiwan, i rapporti con l’Occidente non sempre distesi, con USA ed Europa che cercano di svincolarsi da legami commerciali troppo forti con la Cina, soprattutto nel campo della tecnologia e delle materie prime.

Insomma, molto dipende dalla Cina: la ripresa di un’economia normale dopo il Covid, potrebbe trascinare tutto il continente ed influenzare l’economia mondiale. Vale la pena notare che anche una distensione del problema Taiwan ed un ruolo della Cina da “mediatore” con la Russia in Ucraina, potrebbe riavvicinare Est ed Ovest e dare nuovo respiro e crescita all’economia mondiale.