La differenza tra investimento e speculazione

Nozioni di economia

Investire e speculare sono due termini che spesso vengono usati quasi in modo intercambiabile nei media.
Operazioni particolarmente azzardate e rischiose vengono definite da tutti un investimento, ovviamente però sempre a posteriori, quando e se, vanno bene e portano utili.

Allora cosa differenzia un da una speculazione?

L’orizzonte temporale

Quando si parla di finanziaria si parla di movimenti di denaro dettati da un unico scopo: portare profitti più elevati nel minor tempo possibile.

Essendo questa la descrizione più accurata si comprende come, essendo la legata ad un fine specifico, i mezzi possono variare ed anzi, per lo speculatore, nella sua accezione più negativa, ci troviamo nella classica situazione in cui il fine giustifica i mezzi.

Esempi di speculazione

Lo speculatore segue movimenti molto veloci e spesso molto emotivi del mercato. Ci sono casi documentati in cui gli speculatori causano o incentivano questi movimenti, in modo più o meno consapevole.

Pensiamo alla dei mutui subprime, in cui tutti i player del mercato acquistavano strumenti derivati legati ai subprime. Solo pochi, come il famoso Michael Burry, si accorsero della bolla che sarebbe scoppiata due anni dopo. La era stata gonfiata da chi, nel breve termine, acquistava e rivendeva strumenti senza farsi troppe domande, nel momento in cui il mercato immobiliare sembrava crescere.

La visione a lungo termine di solito manca a chi fa speculazione. Spesso, si tratta di operazioni ad alto rischio con le quali si prospettano ritorni più o meno in tempo reale.

La differenza con l’investitore

L’investitore fa un’attività diversa: se gli strumenti sono simili (azioni, fondi, bond) il fine è differente.
Un investitore è interessato a proteggere e mettere a frutto i propri risparmi. Che questi risparmi derivino da un reddito da lavoro, da un’eredità, da una vendita è indifferente: l’obiettivo di chi investe è mantenere i suoi risparmi contro inflazione, tasse, costi bancari e l’unico modo per farlo è quello di generare dei ritorni percentuali investendoli, ritorni che a loro volta possono diventare reddito.

L’orizzonte temporale di chi investe è lungo: l’investitore è convinto nella bontà dei progetti in cui investe.

Questa è la grande differenza tra e : uno speculatore potrebbe investire in un progetto che sa già è destinato a fallire, potrebbe comprare nel momento in cui la bolla ancora non è scoppiata, vendere velocemente prima che tutto crolli oppure fare short selling, cioè investire proprio sul ribasso.

L’investitore invece crede in ciò che fa: un investitore non mette i suoi soldi su una società che è sicuro fallirà poco dopo, proprio perché il suo interesse non è fare tanti movimenti speculativi, ma ragionare nel lungo termine.

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